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IL CARO ESTINTO
7 Marzo 2014 - 20:45 - 22:00
IL CARO ESTINTO
di R. De Obaldia
regia di Gaddo Bagnoli
con Claudia Franceschetti e Valentina Maselli
Organizzazione generale Scimmie Nude
Produzione Scimmie Nude
Lo spettacolo ha debuttato il 12 marzo 2005.

Le Scimmie Nude, nel 2013, in occasione del decennale della loro attività, hanno deciso di rimettere in scena uno spettacolo di repertorio dedicato alle donne, espressione del più dolce intimo femminile.
Il Caro Estinto è una delle prime produzioni Scimmie Nude, rappresentata in molte piazze italiane. La compagnia ha scelto di riprendere lo spettacolo in una veste nuova vivificandola alla luce degli studi effettuati in questi anni e i successi riportati con la presentazione di testi e spettacoli totalmente originali.
Il testo è del tutto al femminile. Valentina Maselli e Claudia Franceschetti interpretano Giulia, giovane vedova di Vittorio, e l’amica, la signora De Crampon, ed evocano insieme “il caro estinto”. Più il discorso e le confidenze avanzano, più la figura di Vittorio si rivela mostruosa e ambigua, quanto la stranezza delle due donne. Si scoprirà infatti che il morto era un uomo crudele; non solo aveva rapporti con vecchie, bambine e uomini, ma tra le sue innumerevoli conquiste poteva vantare anche quella della Signora de Crampon.
La varietà di situazioni ed atmosfere permette la realizzazione di uno spettacolo comicamente esplosivo che oscilla tra leggerezza e gravità, come tutto il teatro di De Obaldia. Questo avviene grazie alla giustapposizione degli stili e dei generi più diversi nello spazio di una battuta. Una frase, a volte, basta a farci passare dal riso al pianto, dalla leggerezza, all’angoscia, alla speranza, al pessimismo. Alla svolta di una sola espressione può nascere la delicatezza, il lirismo o la volgarità.
Come se il riso fosse l’unica consolazione davanti a ciò che non va del mondo ed allo stesso tempo la poesia l’unico strumento di coinvolgimento e di redenzione per l’uomo. Un teatro “vivificante”, come l’ha definito l’autore stesso, che fa appello all’immaginazione creatrice e liberatrice, che non si appesantisce di mode, conformismi o didatticismi.
Le due attrici, forti della loro potenza espressiva, ci conducono nella vicenda e alla riflessione più o meno severa o rassegnata sulla nostra epoca, ma lo fanno in maniera indiretta; usando il linguaggio ed i meccanismi della follia e della fantasia assolute.
“Ciò che più mi lega a questo splendido autore – ha dichiarato Gaddo Bagnoli, regista della compagnia – è proprio l’amore per le donne. Obaldia conosce molto bene il mondo femminile nei tratti umani e psicologici. Egli sa quello che ci insegna la scienza; le donne usano molto di più degli uomini la parte destra del cervello, quella creativa, quella che comprende, quella che spesso fa centro perché usa l’istinto.
Noi pensiamo – prosegue Bagnoli – e lo diciamo ridendo fino alle lacrime, che se l’elemento femminile avesse più spazio, forse questo pianeta vivrebbe meglio. Infatti attraverso questi due personaggi intravediamo la possibilità di ‘spostare’ il nostro ruolo in questa esistenza; magari con un pizzico di follia, potremmo vivere più felici.”
… Mi parli ancora di Vittorio. La prima volta che lo incontrai fu al funerale di sua nonna. Si ricorda del funerale di sua nonna? Che bei tempi!…Mi ricordo eccome… è lui che l’ha uccisa.!…Guardi dopo una certa età è indecente non morire. Non solo indecente, ma immorale.…Giustissimo.… Vuole che le racconti la storia?”
IL CARO ESTINTO
di R. De Obaldia
regia di Gaddo Bagnoli
con Claudia Franceschetti e Valentina Maselli
Organizzazione generale Scimmie Nude
Produzione Scimmie Nude
Lo spettacolo ha debuttato il 12 marzo 2005.

Le Scimmie Nude, nel 2013, in occasione del decennale della loro attività, hanno deciso di rimettere in scena uno spettacolo di repertorio dedicato alle donne, espressione del più dolce intimo femminile.
Il Caro Estinto è una delle prime produzioni Scimmie Nude, rappresentata in molte piazze italiane. La compagnia ha scelto di riprendere lo spettacolo in una veste nuova vivificandola alla luce degli studi effettuati in questi anni e i successi riportati con la presentazione di testi e spettacoli totalmente originali.
Il testo è del tutto al femminile. Valentina Maselli e Claudia Franceschetti interpretano Giulia, giovane vedova di Vittorio, e l’amica, la signora De Crampon, ed evocano insieme “il caro estinto”. Più il discorso e le confidenze avanzano, più la figura di Vittorio si rivela mostruosa e ambigua, quanto la stranezza delle due donne. Si scoprirà infatti che il morto era un uomo crudele; non solo aveva rapporti con vecchie, bambine e uomini, ma tra le sue innumerevoli conquiste poteva vantare anche quella della Signora de Crampon.
La varietà di situazioni ed atmosfere permette la realizzazione di uno spettacolo comicamente esplosivo che oscilla tra leggerezza e gravità, come tutto il teatro di De Obaldia. Questo avviene grazie alla giustapposizione degli stili e dei generi più diversi nello spazio di una battuta. Una frase, a volte, basta a farci passare dal riso al pianto, dalla leggerezza, all’angoscia, alla speranza, al pessimismo. Alla svolta di una sola espressione può nascere la delicatezza, il lirismo o la volgarità.
Come se il riso fosse l’unica consolazione davanti a ciò che non va del mondo ed allo stesso tempo la poesia l’unico strumento di coinvolgimento e di redenzione per l’uomo. Un teatro “vivificante”, come l’ha definito l’autore stesso, che fa appello all’immaginazione creatrice e liberatrice, che non si appesantisce di mode, conformismi o didatticismi.
Le due attrici, forti della loro potenza espressiva, ci conducono nella vicenda e alla riflessione più o meno severa o rassegnata sulla nostra epoca, ma lo fanno in maniera indiretta; usando il linguaggio ed i meccanismi della follia e della fantasia assolute.
“Ciò che più mi lega a questo splendido autore – ha dichiarato Gaddo Bagnoli, regista della compagnia – è proprio l’amore per le donne. Obaldia conosce molto bene il mondo femminile nei tratti umani e psicologici. Egli sa quello che ci insegna la scienza; le donne usano molto di più degli uomini la parte destra del cervello, quella creativa, quella che comprende, quella che spesso fa centro perché usa l’istinto.
Noi pensiamo – prosegue Bagnoli – e lo diciamo ridendo fino alle lacrime, che se l’elemento femminile avesse più spazio, forse questo pianeta vivrebbe meglio. Infatti attraverso questi due personaggi intravediamo la possibilità di ‘spostare’ il nostro ruolo in questa esistenza; magari con un pizzico di follia, potremmo vivere più felici.”
… Mi parli ancora di Vittorio. La prima volta che lo incontrai fu al funerale di sua nonna. Si ricorda del funerale di sua nonna? Che bei tempi!…Mi ricordo eccome… è lui che l’ha uccisa.!…Guardi dopo una certa età è indecente non morire. Non solo indecente, ma immorale.…Giustissimo.… Vuole che le racconti la storia?”
