Compagnia Scimmie Nude

PERVERSIONI

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Terza parte della Trilogia d’Indagine sull’Uomo

Uno spettacolo di Gaddo Bagnoli

Con Claudia Franceschetti, Igor Loddo, Andrea Magnelli,

Marco Olivieri, Laura Rinaldi

Musiche originali di  Sebastiano Bon e Francesco Canavese

Realizzazione Scene di  Andrea Cavarra

Costumi di  Roberta Vincenzi

Foto di Margherita Busacca

Organizzazione Francesca Audisio

Produzione Federica Maria Bianchi

Con la collaborazione di IAN MAGILTON, ROY HART THEATRE

Lo spettacolo ha debuttato  il 24 febbraio 2011 al Teatro della Contraddizione di Milano, nella Stagione Sperimentale Europea 2010/2011

Nella ricerca delle Scimmie Nude la perversione viene analizzata fuori dal ristretto ambito della patologia o degli attuali canoni sessuali della società. L’interesse si è concentrato sulla perversione come una capacità innata dell’uomo atta a travalicare gli stretti limiti della sua umana condizione. Consideriamo la perversione uno dei mezzi essenziali che l’uomo utilizza allo scopo di spostare in avanti le frontiere del possibile e di impedire che la realtà resti fissata una volta per tutte. L’uomo tenta di sfuggire dalla condizione personale e sociale cui è condannato per tutta la vita, una fuga dalle leggi e dalle relazioni che ha intrecciato dentro e attorno a sé stesso.

Lo spettacolo

Un tavolo, specchio delle perversioni di una famiglia, che diventa scivolo, letto, pulpito di un padre dispotico e gogna di un figlio impaurito e oppresso. Uno zio privo d’identità che perseguita una bambina, figlia di una madre inetta e depressa. Il circo delle perversioni delle scimmie nude. Un percorso realizzato anche con la collaborazione di Ian Magilton e del Roy Hart Theatre, uno dei centri di ricerca vocale più importanti al mondo.

La famiglia, schema strutturale dentro il quale si è scelto di muoversi, rappresenta l’intera nostra società. Una famiglia/azienda di sentimenti dove le perversioni ses¬suali sono solo un aspetto del problema e dove l’uomo è ad un tempo vittima e motore di esperienza per la sua stessa vita. Si crea una enig¬matica relazione tra perversione e creazione. Una creatività che scaturisce dalla sublimazione di tutti gli istinti sessuali racchiusi in noi. Sublimazione creativa che ci guida, nello spettacolo, a scoprire i meccanismi teatrali con i quali una moglie diventa schiava del marito e il marito di lei, ci aiuta a capire perché un padre ha bisogno d’inventarsi giochi di po¬tere per mantenere il controllo sulla propria famiglia, perché un bambino arriva a mangiare i propri escrementi, perché uno zio non resiste alla semplice malizia di una nipotina.
Cosa spinge l’essere umano al di là di sé stesso e di quella che chiamiamo “normalità”?

Esiste un nucleo perverso in ognuno di noi che può attivarsi in determinate circostanze personali o storiche. L’Umanità è di per sè perversa e questa sua peculiarità nascosta emerge, spesso a livello sociale. Oggi ci sembra quanto mai necessario indagare in questo campo, travolti, come siamo, da una rete di occupazioni e di relazioni che ci schiacciano sotto il peso della loro molteplicità, delle troppe libertà del corpo, del cuore e dello spirito: libertà che impediscono di scegliere veramente, quindi, di essere.

Rassegna stampa

Teatri Milano: “I cinque personaggi si inseguono, si respingono, si umiliano, si abbracciano, si commiserano, costruendo loop esilaranti e tic parossistici. Sempre sorridenti nelle foto-ricordo, irriverenti  e crudeli come solo un familiare sa essere. Uno spettacolo che sa divertire toccando le corde più intime  e scuotere ponendo le domande più banali e quotidiane.”

Alibi on line: “Uno spettacolo molto fisico con numerosi punti di contatto con il mondo del circo, in cui in alcuni momenti il tono grottesco lascia spazio alla confessione tragica”

Repliche

Stagione Sperimentale Europea 2010/2011, Teatro della Contraddizione, Milano, dal 24 al 27 febbraio e dal 3 al 6 marzo 2011

Teatro Verdi, stagione 2012/2013, Milano, 15-16-17 febbraio 2013