Atelier Scimmie Nude

I cenci

fronte_cenci_nocrocini

Di Antonin Artaud

Adattamento e regia Gaddo Bagnoli

Con Angelo Bosio, Michela Bologna, Eri Cakalli, Paola Figini,

Claudia Franceschetti, Federica Garavaglia, Elena Lietti,

Igor Loddo, Andrea Magnelli, Stefania Morino,

Marco Olivieri, Laura Rinaldi, Tania Ricciardi, Eleonora Zampierolo

Fotografie di Margherita Busacca

Co-produzione Atelier Scimmie Nude – Federica Maria Bianchi

Lo  stile “crudele” delle Scimmie Nude  che si ispira all’opera di Artaud, nasce come ricerca di un nuovo percorso teatrale che tocchi le  radici più intime dell’attore attraverso il rigore del lavoro sulla propria intima reattività creativa e sui temi che egli affronta.
Il teatro della crudeltà presuppone una crudezza dell’attore verso se stesso per aprire il proprio cuore e per essere onesto, sincero e puro nei confronti del pubblico, attraverso lo spettacolo delle sue azioni e delle sue parole.

L’attore graffia il suo cuore grazie alla propria apertura intima teatralizzandola, diventa il tormento di se stesso: sia comico che tragico.
La parola crudeltà deve essere intesa in senso lato e non nell’accezione fisica e rapace che di solito le si attribuisce. Dal punto di vista dello spirito, crudeltà significa rigore, applicazione e decisione implacabili, determinazione irreversibile, assoluta. L’attore nutre interesse per tutti i momenti limite della vita, ad esempio per i sogni, le visioni crudeli, i pensieri cattivi, eccetera, che devono essere anch’essi teatralizzati, cioè tradotti in partitura di scena.
Infatti i sogni , le visioni,  gli incubi e quant’altro, sono estremi come l’intima realtà della scena, dove l’artista organizza la propria reattività e vive davvero come un sapiente animale: una scimmia nuda.

Lo spettacolo

I CENCI, tratto da una storia vera, viene scritto da Artaud come testo che concretizzi la sua idea di ‘dramma crudele’. L’azione è ambientata a Roma, nel 1599.
Il Conte Cenci, dopo aver commesso un delitto, è riuscito a sfuggire al carcere grazie alla mediazione di Camillo, che intercedendo presso il papa, commuta la sua pena in una confisca di terre. Ma Cenci è ben lungi dal pentimento: travolto dal suo stesso furore distruttivo organizza un ricevimento durante il quale festeggia la morte dei suoi figli  minacciando tutti gli invitati, poi, interpretando fino in fondo il suo ruolo di  anticristo, torturerà la moglie Lucrezia e violenterà la figlia Beatrice…
Per Artaud la responsabilità individuale del male e dell’ingiustizia si propaga all’ intera società. Nessuno è innocente se non reagisce con coscienza e libertà alle forze del male. Vittime e colpevoli sono risucchiati dallo stesso gorgo d’infamia e di morte.
Esiste in una società una data quantità di “male” latente che si localizza su di uno o più individui corrompendo poi tutte le anime di quel popolo, nessuno escluso. Due allora sono le soluzioni possibili: o una distruzione totale o un’estrema purificazione. Noi, oggi, di fronte a tanta violenza, nutriamo la segreta speranza per la seconda soluzione.

Il lavoro de I Cenci è nato dall’Atélier Scimmie Nude 2010/2011 ed è diventato una nuova produzione della compagnia. L’Atélier ha l’obiettivo di continuare la ricerca in atto nelle Scimmie Nude, unendo tra loro professionalità diverse che abbiano voglia di sperimentare un nuovo modo di fare teatro, che nasce, cresce e si sviluppa a partire dalle innovazioni e suggestioni di Gaddo Bagnoli che vengono applicate poi praticamente nel lavoro d’attore. L’Atélier rappresenta una fucina per la scoperta di nuovi giovani talenti.

Repliche

Festival Ex Polis, Teatro della Contraddizione, Milano, 23-24-25 maggio 2011