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SUMMARY:Seminario sul monologo con MIMMO BORRELLI
DESCRIPTION:NUOVO SEMINARIO DI MIMMO BORRELLI \n ALLE SCIMMIE NUDE! \nA MILANO\, GENNAIO 2015 \nleggi di più: https://www.scimmienude.com/mimmo-borrelli/ \n\n\nUna grande novità per la Scuola di Teatro Scimmie Nude che segna l’avvio di una importante collaborazione: \ni laboratori didattici di Mimmo Borrelli\,  \ndrammaturgo contemporaneo\, vincitore dell’edizione 2005 del Premio Riccione e dell’edizione 2014 del Premio Testori\, nonché attore e regista dei suoi stessi testi\, come “Malacrescita”\, in scena al PiccoloTeatro Studio Melato per la stagione 2014/2015. \n\nLA GRAMMATICA MESSA IN CORPO DELL’ATTORE \nCONDOTTO DA MIMMO BORRELLI \nVincitore dell’edizione 2005 del Premio Riccione e dell’edizione 2014 del Premio Testori \n \nCon la collaborazione organizzativa di Marco Olivieri  \nDAL 13/09/2014 AL 20/09/2014: IL MONOLOGO \n\n\nDOVE: Agriturismo Escaia\, Volterra (Pi)*\n\n*Mimmo Borrelli terrà  un seminario anche a Milano\, a novembre\,  presso la sede della Scuola di Teatro Scimmie Nude\, in occasione del suo spettacolo “Malacrescita”\, in scena al PiccoloTeatro Studio Melato .\n\n“Ogni emozione ha basi organiche”   Antonin Artaud  \n“Addentrarsi come un frate artigiano con rituale rispetto e cinico blasfemo sberleffo nel laico santuario del mestiere ritenuto più inutile del mondo: l’attore. Il quale come sacerdote è iniziatore e partecipe di un rito. L’intento eroico e velleitario attraverso il corpo di cristo dell’epica fanciullesca fantasia\, ostia consacrata dalla tradizione orale\, i paramenti delle quinte e dei fondali; l’acqua santa del sudore; il vino offerto in ghittamiento ‘u sanghe dalla parola data al teatro\, di andare sempre più in profondità nel mondo interiore dell’attore fino a toccare il punto in cui quest’ultimo cessa di esistere di essere attore e diventa uomo nella sua condizione essenziale\, che in solitudine rappresenta il suo dramma così come un Cristo su una croce sotto sopra. Il tutto tenendo conto\, che la peculiarità di presenza attoriale\, senz’altro puramente artigianale nella sua faticosa e necessaria costruzione ineludibile dallo spasmo corporeo che origina\, sviscera organicamente e pacchianamente il mistero del verbo\, deve comunque tener conto di un’altra presenza ovvero quella del pubblico\, al fine di produrre un circuito di un’intensità unica\, in cui tutte le barriere possono essere rotte e l’invisibile può diventare reale. \n\nIl tutto nell’articolare il rito attraversa la parabola del racconto drammatizzato\, attraverso il ritmo della parola: urlacciata\, sverseggiata\, vaiassata\, ghiastemmata\, sussurrata\, surata\, murmuliata\, ammurbata\, attrassata\, chiagnuta\, arresata\, triatriata.\n\nIl ritmo per me è sinonimo di regia. Mi spiego.\n\nÈ ovvio che scrivendo nella griglia dei versi e degli endecasillabi\, degli accenti interni e delle quartine\, delle ottave\, le terzine\, delle rime alternate\, baciate\, eccetera e lavorando assiduamente sui personaggi\, sui loro rapporti\, sull’emotività\, necessità e giustificazione della partitura fisica\, recitativa e vocale: mezzo indispensabile per l’intero agone emotivo\, è indubbio che il ritmo anche tribale\, organico e viscerale dell’opera sia stato essenziale e fondamentale. Il ritmo è dettato dalla moltiplicazione vettoriale di tantissimi elementi\, basta fare l’operazione correttamente: \nAttore voce x corpo x personaggio x fisicità x psicologia =interpretazione. \nPer rendere questa interpretazione chiara e che arrivi al pubblico\, anche se si parlasse e recitasse in ostrogoto: \nReferente (a chi) x stato di coscienza (come) x contesto (dove) x  \nx circostanza (quando) x compito (perché) = PARTITURA. \nDunque: \nPartitura + interpretazione + drammaturgia + scene + luci + costumi + musiche =  \n=RITMO= REGIA= TEATRO. \nLa regia se regia deve essere di pari passo con la recitazione deve fare un passo indietro di umiltà\, che in concreto è fare una giusta regia e recitare senza abbaiare. Senza accumuli\, orpelli\, concettualità cinematografiche da cinema d’avanguardia anni settanta\, insomma sovrapposizioni di strutture filosofiche e mentali inutili e autoreferenziali. \n\nIl teatro non è nulla di tutto questo\, non è concetto\, né filosofia\, il teatro è: vita\, morte\, sangue\, sudore\, odio\, amore\, invidia\, accidia\, cialtroneria\, possessione\, passione\, intrigo\, vendetta\, violenza\, innocenza\, lacrime\, pianto\, tristezza\, gioia\, umore\, umorismo¼ insomma e chiudo così come ho noiosamente iniziato questo elenco¼ vita.\n\n\nProcedere da un punto di vista\, non so se oggettivo\, ma oggettivo almeno per me\, di incarnare “la parola data” sacra in quanto sacrilega; sulla sua espressività\, i suoi silenzi\, i suoi climax\, dunque sulle possibilità emotive dell’attore\, sulla sua interpretazione; consigliarlo passo dopo passo nel suo percorso di avvicinamento corporeo e vocale all’estasi controllata del dire scenico\, come un confessore\, un consigliere\, un cane da non vedenti.\n\n\nSolo così\, nella più assoluta tranquillità di mettersi in discussione\, di interrogarsi attraverso le parole\, con le parole\, per le parole\, plasmando e infondendo concretezza sonora ad un vivo tormento\, che a sua volta rende la lingua\, tormento stesso.\n\n\nIl teatro è una cerimonia laica\, così come lo era per i greci; riacquista e tende ad ergersi come un’assemblea\, un tribunale popolare in cui nessuno viene condannato ma ci si chiede dove stiamo andando\, come possiamo migliorarci\, quali errori si sono commessi\, attraverso un’espiazione collettiva\, una catarsi fluita dal pianto\, il riso\, il gioco\, la compassione\, l’indignazione\, l’emozione ovvero il teatro.\n\n\n\nNON C’È NESSUN MAESTRO SE NON È L’ALLIEVO A RITENERLO E CREARLO PER POI UCCIDERLO\,\nNESSUNO PUÒ INSEGNARE NULLA\,\nMA ANCHE  DA NESSUNO SI PUÒ IMPARARE.\nVERITÀ DEL PUBBLICO E VERITÀ PRIVATA SI TRASFORMANO IN PARTI INSEPARABILI DI UN’ UNICA ESPERIENZA ESSENZIALE  E CATARTICA.”\n\n\n                                                                                                                                                                  Mimmo Borrelli \nMimmo Borrelli  è attore\, poeta\, regista\, drammaturgo e scrittore. Durante i primi anni della sua carriera dà inizio a intense collaborazioni da attore e burattinaio\, intrecciando l’esperienza di cantante attore con quella del teatro di figura di strada\, nonché dei Pupi napoletani e delle “guarattelle. \n\nSi afferma come autore grazie al Premio Riccione dove (unico caso) vince consecutivamente per due volte di fila\, 2005 e 2007\, riscuotendo immani consensi; è ritenuto in Italia da critici di fama “il più grande drammaturgo\, capocomico italiano del momento”.\nNel 2010 approdato felicemente alla regia ed al totale operato di capocomicato\, poiché anche viscerale e intensissimo interprete dei suoi testi\, attraverso l’ultimo successo “La Madre: ’i figlie so’ piezze ’i sfaccimma”: spettacolo acclamato al Teatro S. Ferdinando di Napoli e al CRT di Milano prodotto dallo Stabile napoletano stesso.\nCollabora in maniera attiva con il Teatro Mercadante Stabile di Napoli\, nonché con la sua compagnia “Marina Commedia Società Teatrale” di cui ne è presidente e socio fondatore.\nNel settembre 2010 approda al cinema con un cameo personalmente scritto e interpretato nel film “Mozzarella Stories” di Edoardo De Angelis.\nNel settembre 2012 apre la stagione del Teatro San Carlo di Napoli con la sua opera-poema “Napucalisse” per le musiche di Giorgio Battistelli.\nNel frattempo Toni Servillo legge in tutta Italia alcuni componimenti poetici ed estratti\, nel suo celeberrimo reading “Toni Servillo legge Napoli”: mettendolo alla stregua e quasi alla pari di straordinari autori della storia del teatro partenopeo ed italiano\, quali: Di Giacomo\, Bovio\, Russo\, Viviani\, De Filippo.\nDirettore artistico nel 2012 del “Mirabilis Festival” ideato e realizzato dalla compagnia Marina Commedia della quale è presidente. La sua opera ’Nzularchia è stata da poco è tradotta in Francia da Jean Paul Manganarò (già traduttore di Pirandello\, Gadda\, Viviani\, Carmelo Bene\, Testori).\n\nVince il Premio TESTORI nel dicembre 2013 all’unanimità\, sconvolgendo la giuria e confermandosi una delle personalità teatrali emergenti più importanti del momento. \nNOTE TECNICHE A CURA DEL CONDUTTORE \n1) Munirsi di tenuta di lavoro possibilmente comoda e dai colori neutri (nero o grigio). \n\n2) Ogni attore dovrà inoltre portare offrire obbligatoriamente un monologo o un dialogo\,oppure uno stralcio tratto da una “pieces” da recitare e presentare come se fosse uno spettacolo\, dunque a memoria\, sul quale poi si lavorerà singolarmente.\n3) Se l’attore ritenesse opportuno\, rispetto alla performance che andrebbe a giocare\, sarebbe molto bene accetto anche l’utilizzo di musiche (cd)\, costumi\, oggetti di scena\, scelti appositamente dal lui o dalla lei di turno. Insomma tutto ciò che il monologo secondo costui richiede per poi lavorarci.\n4) Il laboratorio si articolerà in due fasi. Prima fase: gioco fisico sull’organicità del corpo e della parola. Seconda fase: studio e lavoro sui monologhi. \n \nINFORMAZIONI PRATICHE \nIl laboratorio si terrà presso l’ Agriturismo Escaia  ( www.escaia.it ) a Volterra (PI). \nNumero massimo di partecipanti: 14 \nGiorni di lavoro: 6 \nOre di lavoro giornaliere: 7 \nE’ previsto servizio di pensione completa (colazione+pranzo+cena)  e sistemazione in camere doppie o triple o quadruple; la struttura dispone di una piscina di cui è  consentito l’uso. \nPer coloro che non riescono a raggiungere l’agriturismo Escaia con i propri mezzi\, è prevista la possibilità di una navetta dalle stazioni ferroviarie di Firenze o Pisa. \nPer iscrizioni ed informazioni:  \ninfo@scimmienude.com  \nMarco Olivieri: 333 2499268     \nMimmo Borrelli parla del suo spettacolo “Malacrescita” al Piccolo Teatro: guarda il video:  \nhttp://piccoloteatro.tv/it/00007/4614/page.html?utm_content=buffer0f9ec&utm_medium=social&utm_source=twitter.com&utm_campaign=buffer \n \nUna grande novità per la Scuola di Teatro Scimmie Nude che segna l’avvio di una importante collaborazione: \ni laboratori didattici di Mimmo Borrelli\,  \ndrammaturgo contemporaneo\, vincitore dell’edizione 2005 del Premio Riccione e dell’edizione 2014 del Premio Testori\, nonché attore e regista dei suoi stessi testi\, come “Malacrescita”\, in scena al PiccoloTeatro Studio Melato per la stagione 2014/2015. \n  \n\nLA GRAMMATICA MESSA IN CORPO DELL’ATTORE \nCONDOTTO DA MIMMO BORRELLI \nVincitore dell’edizione 2005 del Premio Riccione e dell’edizione 2014 del Premio Testori \n \nCon la collaborazione organizzativa di Marco Olivieri  \nDAL 13/09/2014 AL 20/09/2014: IL MONOLOGO\n\nDOVE: Agriturismo Escaia\, Volterra (Pi)*\n\n*Mimmo Borrelli terrà  un seminario anche a Milano\, a novembre\,  presso la sede della Scuola di Teatro Scimmie Nude\, in occasione del suo spettacolo “Malacrescita”\, in scena al PiccoloTeatro Studio Melato .\n\n“Ogni emozione ha basi organiche”   Antonin Artaud  \n“Addentrarsi come un frate artigiano con rituale rispetto e cinico blasfemo sberleffo nel laico santuario del mestiere ritenuto più inutile del mondo: l’attore. Il quale come sacerdote è iniziatore e partecipe di un rito. L’intento eroico e velleitario attraverso il corpo di cristo dell’epica fanciullesca fantasia\, ostia consacrata dalla tradizione orale\, i paramenti delle quinte e dei fondali; l’acqua santa del sudore; il vino offerto in ghittamiento ‘u sanghe dalla parola data al teatro\, di andare sempre più in profondità nel mondo interiore dell’attore fino a toccare il punto in cui quest’ultimo cessa di esistere di essere attore e diventa uomo nella sua condizione essenziale\, che in solitudine rappresenta il suo dramma così come un Cristo su una croce sotto sopra. Il tutto tenendo conto\, che la peculiarità di presenza attoriale\, senz’altro puramente artigianale nella sua faticosa e necessaria costruzione ineludibile dallo spasmo corporeo che origina\, sviscera organicamente e pacchianamente il mistero del verbo\, deve comunque tener conto di un’altra presenza ovvero quella del pubblico\, al fine di produrre un circuito di un’intensità unica\, in cui tutte le barriere possono essere rotte e l’invisibile può diventare reale. \n\nIl tutto nell’articolare il rito attraversa la parabola del racconto drammatizzato\, attraverso il ritmo della parola: urlacciata\, sverseggiata\, vaiassata\, ghiastemmata\, sussurrata\, surata\, murmuliata\, ammurbata\, attrassata\, chiagnuta\, arresata\, triatriata.\n\nIl ritmo per me è sinonimo di regia. Mi spiego.\n\nÈ ovvio che scrivendo nella griglia dei versi e degli endecasillabi\, degli accenti interni e delle quartine\, delle ottave\, le terzine\, delle rime alternate\, baciate\, eccetera e lavorando assiduamente sui personaggi\, sui loro rapporti\, sull’emotività\, necessità e giustificazione della partitura fisica\, recitativa e vocale: mezzo indispensabile per l’intero agone emotivo\, è indubbio che il ritmo anche tribale\, organico e viscerale dell’opera sia stato essenziale e fondamentale. Il ritmo è dettato dalla moltiplicazione vettoriale di tantissimi elementi\, basta fare l’operazione correttamente: \nAttore voce x corpo x personaggio x fisicità x psicologia =interpretazione. \nPer rendere questa interpretazione chiara e che arrivi al pubblico\, anche se si parlasse e recitasse in ostrogoto: \nReferente (a chi) x stato di coscienza (come) x contesto (dove) x  \nx circostanza (quando) x compito (perché) = PARTITURA. \nDunque: \nPartitura + interpretazione + drammaturgia + scene + luci + costumi + musiche =  \n=RITMO= REGIA= TEATRO. \nLa regia se regia deve essere di pari passo con la recitazione deve fare un passo indietro di umiltà\, che in concreto è fare una giusta regia e recitare senza abbaiare. Senza accumuli\, orpelli\, concettualità cinematografiche da cinema d’avanguardia anni settanta\, insomma sovrapposizioni di strutture filosofiche e mentali inutili e autoreferenziali. \n\nIl teatro non è nulla di tutto questo\, non è concetto\, né filosofia\, il teatro è: vita\, morte\, sangue\, sudore\, odio\, amore\, invidia\, accidia\, cialtroneria\, possessione\, passione\, intrigo\, vendetta\, violenza\, innocenza\, lacrime\, pianto\, tristezza\, gioia\, umore\, umorismo¼ insomma e chiudo così come ho noiosamente iniziato questo elenco¼ vita.\n\n\nProcedere da un punto di vista\, non so se oggettivo\, ma oggettivo almeno per me\, di incarnare “la parola data” sacra in quanto sacrilega; sulla sua espressività\, i suoi silenzi\, i suoi climax\, dunque sulle possibilità emotive dell’attore\, sulla sua interpretazione; consigliarlo passo dopo passo nel suo percorso di avvicinamento corporeo e vocale all’estasi controllata del dire scenico\, come un confessore\, un consigliere\, un cane da non vedenti.\n\n\nSolo così\, nella più assoluta tranquillità di mettersi in discussione\, di interrogarsi attraverso le parole\, con le parole\, per le parole\, plasmando e infondendo concretezza sonora ad un vivo tormento\, che a sua volta rende la lingua\, tormento stesso.\n\n\nIl teatro è una cerimonia laica\, così come lo era per i greci; riacquista e tende ad ergersi come un’assemblea\, un tribunale popolare in cui nessuno viene condannato ma ci si chiede dove stiamo andando\, come possiamo migliorarci\, quali errori si sono commessi\, attraverso un’espiazione collettiva\, una catarsi fluita dal pianto\, il riso\, il gioco\, la compassione\, l’indignazione\, l’emozione ovvero il teatro.\n\n\n\nNON C’È NESSUN MAESTRO SE NON È L’ALLIEVO A RITENERLO E CREARLO PER POI UCCIDERLO\,\nNESSUNO PUÒ INSEGNARE NULLA\,\nMA ANCHE  DA NESSUNO SI PUÒ IMPARARE.\nVERITÀ DEL PUBBLICO E VERITÀ PRIVATA SI TRASFORMANO IN PARTI INSEPARABILI DI UN’ UNICA ESPERIENZA ESSENZIALE  E CATARTICA.”\n\n                                                                                                                                                                  Mimmo Borrelli \n\nMimmo Borrelli  è attore\, poeta\, regista\, drammaturgo e scrittore. Durante i primi anni della sua carriera dà inizio a intense collaborazioni da attore e burattinaio\, intrecciando l’esperienza di cantante attore con quella del teatro di figura di strada\, nonché dei Pupi napoletani e delle “guarattelle.\nSi afferma come autore grazie al Premio Riccione dove (unico caso) vince consecutivamente per due volte di fila\, 2005 e 2007\, riscuotendo immani consensi; è ritenuto in Italia da critici di fama “il più grande drammaturgo\, capocomico italiano del momento”.\nNel 2010 approdato felicemente alla regia ed al totale operato di capocomicato\, poiché anche viscerale e intensissimo interprete dei suoi testi\, attraverso l’ultimo successo “La Madre: ’i figlie so’ piezze ’i sfaccimma”: spettacolo acclamato al Teatro S. Ferdinando di Napoli e al CRT di Milano prodotto dallo Stabile napoletano stesso.\nCollabora in maniera attiva con il Teatro Mercadante Stabile di Napoli\, nonché con la sua compagnia “Marina Commedia Società Teatrale” di cui ne è presidente e socio fondatore.\nNel settembre 2010 approda al cinema con un cameo personalmente scritto e interpretato nel film “Mozzarella Stories” di Edoardo De Angelis.\nNel settembre 2012 apre la stagione del Teatro San Carlo di Napoli con la sua opera-poema “Napucalisse” per le musiche di Giorgio Battistelli.\nNel frattempo Toni Servillo legge in tutta Italia alcuni componimenti poetici ed estratti\, nel suo celeberrimo reading “Toni Servillo legge Napoli”: mettendolo alla stregua e quasi alla pari di straordinari autori della storia del teatro partenopeo ed italiano\, quali: Di Giacomo\, Bovio\, Russo\, Viviani\, De Filippo.\nDirettore artistico nel 2012 del “Mirabilis Festival” ideato e realizzato dalla compagnia Marina Commedia della quale è presidente. La sua opera ’Nzularchia è stata da poco è tradotta in Francia da Jean Paul Manganarò (già traduttore di Pirandello\, Gadda\, Viviani\, Carmelo Bene\, Testori).\nVince il Premio TESTORI nel dicembre 2013 all’unanimità\, sconvolgendo la giuria e confermandosi una delle personalità teatrali emergenti più importanti del momento. \n\nNOTE TECNICHE A CURA DEL CONDUTTORE \n1) Munirsi di tenuta di lavoro possibilmente comoda e dai colori neutri (nero o grigio).\n2) Ogni attore dovrà inoltre portare offrire obbligatoriamente un monologo o un dialogo\,oppure uno stralcio tratto da una “pieces” da recitare e presentare come se fosse uno spettacolo\, dunque a memoria\, sul quale poi si lavorerà singolarmente.\n3) Se l’attore ritenesse opportuno\, rispetto alla performance che andrebbe a giocare\, sarebbe molto bene accetto anche l’utilizzo di musiche (cd)\, costumi\, oggetti di scena\, scelti appositamente dal lui o dalla lei di turno. Insomma tutto ciò che il monologo secondo costui richiede per poi lavorarci.\n4) Il laboratorio si articolerà in due fasi. Prima fase: gioco fisico sull’organicità del corpo e della parola. Seconda fase: studio e lavoro sui monologhi. \n \nINFORMAZIONI PRATICHE \nIl laboratorio si terrà presso l’ Agriturismo Escaia  ( www.escaia.it ) a Volterra (PI). \nNumero massimo di partecipanti: 14 \nGiorni di lavoro: 6 \nOre di lavoro giornaliere: 7 \nE’ previsto servizio di pensione completa (colazione+pranzo+cena)  e sistemazione in camere doppie o triple o quadruple; la struttura dispone di una piscina di cui è  consentito l’uso. \nPer coloro che non riescono a raggiungere l’agriturismo Escaia con i propri mezzi\, è prevista la possibilità di una navetta dalle stazioni ferroviarie di Firenze o Pisa. \nPer iscrizioni ed informazioni:  \ninfo@scimmienude.com  \nMarco Olivieri: 333 2499268       \n  \nMimmo Borrelli parla del suo spettacolo “Malacrescita” al Piccolo Teatro: guarda il video:  \nhttp://piccoloteatro.tv/it/00007/4614/page.html?utm_content=buffer0f9ec&utm_medium=social&utm_source=twitter.com&utm_campaign=buffer
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