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DESCRIPTION:AMLETO \ndi W. Shakespeare \nregia di Gaddo Bagnoli \ntraduzione e adattamento di Gaddo Bagnoli\nCon Alessandro Chieregato\, Claudia Franceschetti\, Igor Loddo\, Andrea Magnelli\, Valentina Maselli\, Marco Olivieri\n con la collaborazione di Eugenio Allegri\nMusiche di Sebastiano Bon e Francesco Canavese \nDisegno luci di Massimo Mennuni\nOrganizzazione Generale Francesca Audisio\n Produzione Scimmie Nude \nLo spettacolo ha debuttato nel 2003. \nSi ringrazia Eugenio Allegri  per la consulenza sull’uso delle maschere. \nSpettacolo non più in repertorio. \n \nIl testo di Shakespeare\, nel nostro spettacolo\, è ridotto notevolmente rispetto alla sua forma originaria. Sono assenti tutti i personaggi non essenziali allo sviluppo narrativo del dramma\, compresi Rosencrantz e Guildenstern.  \nL’interesse della regia si è concentrato sul nucleo essenziale della vicenda\, basandosi sulle precedenti edizioni del testo dell’Amleto e sugli studi raccolti sul più antico testo dell’Ur – Hamlet\,  isolando quale motore drammaturgico della storia il personaggio dello spettro che appare come elemento caleidoscopico sia per la visione che per la interpretazione degli eventi che innesca nella storia stessa; da qui la traduzione e l’adattamento di Gaddo Bagnoli.   \nIl gruppo ha lavorato inoltre con Eugenio Allegri\, che ha collaborato alla realizzazione dello spettacolo Amleto per quanto riguarda alcune scene sviluppando un percorso creativo sull’uso della maschera nella Commedia dell’Arte.   \nLO SPETTACOLO  \nUna doppia serie di quinte nere aggettanti incombe su un grande tappeto rosso e su pochi elementi che compongono lo spazio scenico: le 7 spade d’acciaio che danzano creando effetti di luce\, gli inquietanti kimono neri dello spettro\, il praticabile che accoglie i tamburi / trono che diventa un altro suggestivo luogo dell’azione da cui si diparte uno scivolo che diventa a sua volta l’incestuoso letto della regina e il luogo delle cadute di Amleto\, le rocce / teschio del castello di Elsinor\, i particolari tessuti dei costumi che esprimono in maniera antinaturalistica lo spirito dell’essenza dei personaggi.  \nLe atmosfere ora rarefatte\, ora potenti\, scandite dalle  musiche originali (composte appositamente per lo spettacolo e in parte eseguite dal vivo con l’utilizzo di tamburi in scena) rendono la rappresentazione carica di  momenti suggestivi in uno scorrere fluido ed emozionante.  L’alternanza di momenti giocosi e divertenti e di momenti drammatici ed intensi rendono il lavoro affascinante ed evocativo di significati concernenti l’Uomo.   \nQuello che soprattutto ci interessa di Amleto è il suo continuo interrogarsi sull’esistenza umana e sulla sua essenza\, inciampando costantemente insieme a tutti gli altri personaggi in una spirale di  contraddizioni che rendono ancora più profondo il suo dramma. La nostra attenzione è stata in particolare rivolta alla struttura narrativa della storia perché la vicenda e i suoi contenuti non risultino incomprensibili al pubblico e siano porti con semplicità a chi assiste.   Amleto rappresenta l’umanità: chi lo guarda si vede in uno specchio deformato e sa che tutta la sua comicità prorompente trasfigura tutto il suo e il nostro terrore di vivere.  \n“Chi vorrebbe vivere sopportando il peso di una vita stanca se non ci fosse l’angoscia di quel che c’è dopo la morte a paralizzare la nostra volontà e farle scegliere mali che abbiamo ad altri che non conosciamo…essere o non essere. Questo è il problema.” \n\n \nAMLETO \ndi W. Shakespeare \nregia di Gaddo Bagnoli \ntraduzione e adattamento di Gaddo Bagnoli\nCon Alessandro Chieregato\, Claudia Franceschetti\, Igor Loddo\, Andrea Magnelli\, Valentina Maselli\, Marco Olivieri\n con la collaborazione di Eugenio Allegri\nMusiche di Sebastiano Bon e Francesco Canavese \nDisegno luci di Massimo Mennuni\nOrganizzazione Generale Francesca Audisio\nProduzione Scimmie Nude \nLo spettacolo ha debuttato nel 2003. \nSi ringrazia Eugenio Allegri  per la consulenza sull’uso delle maschere. \nSpettacolo non più in repertorio. \n \n  \n  \nIl testo di Shakespeare\, nel nostro spettacolo\, è ridotto notevolmente rispetto alla sua forma originaria. Sono assenti tutti i personaggi non essenziali allo sviluppo narrativo del dramma\, compresi Rosencrantz e Guildenstern.  \nL’interesse della regia si è concentrato sul nucleo essenziale della vicenda\, basandosi sulle precedenti edizioni del testo dell’Amleto e sugli studi raccolti sul più antico testo dell’Ur – Hamlet\,  isolando quale motore drammaturgico della storia il personaggio dello spettro che appare come elemento caleidoscopico sia per la visione che per la interpretazione degli eventi che innesca nella storia stessa; da qui la traduzione e l’adattamento di Gaddo Bagnoli.   \nIl gruppo ha lavorato inoltre con Eugenio Allegri\, che ha collaborato alla realizzazione dello spettacolo Amleto per quanto riguarda alcune scene sviluppando un percorso creativo sull’uso della maschera nella Commedia dell’Arte.   \nLO SPETTACOLO  \nUna doppia serie di quinte nere aggettanti incombe su un grande tappeto rosso e su pochi elementi che compongono lo spazio scenico: le 7 spade d’acciaio che danzano creando effetti di luce\, gli inquietanti kimono neri dello spettro\, il praticabile che accoglie i tamburi / trono che diventa un altro suggestivo luogo dell’azione da cui si diparte uno scivolo che diventa a sua volta l’incestuoso letto della regina e il luogo delle cadute di Amleto\, le rocce / teschio del castello di Elsinor\, i particolari tessuti dei costumi che esprimono in maniera antinaturalistica lo spirito dell’essenza dei personaggi.  \nLe atmosfere ora rarefatte\, ora potenti\, scandite dalle  musiche originali (composte appositamente per lo spettacolo e in parte eseguite dal vivo con l’utilizzo di tamburi in scena) rendono la rappresentazione carica di  momenti suggestivi in uno scorrere fluido ed emozionante.  L’alternanza di momenti giocosi e divertenti e di momenti drammatici ed intensi rendono il lavoro affascinante ed evocativo di significati concernenti l’Uomo.   \nQuello che soprattutto ci interessa di Amleto è il suo continuo interrogarsi sull’esistenza umana e sulla sua essenza\, inciampando costantemente insieme a tutti gli altri personaggi in una spirale di  contraddizioni che rendono ancora più profondo il suo dramma. La nostra attenzione è stata in particolare rivolta alla struttura narrativa della storia perché la vicenda e i suoi contenuti non risultino incomprensibili al pubblico e siano porti con semplicità a chi assiste.   Amleto rappresenta l’umanità: chi lo guarda si vede in uno specchio deformato e sa che tutta la sua comicità prorompente trasfigura tutto il suo e il nostro terrore di vivere.  \n“Chi vorrebbe vivere sopportando il peso di una vita stanca se non ci fosse l’angoscia di quel che c’è dopo la morte a paralizzare la nostra volontà e farle scegliere mali che abbiamo ad altri che non conosciamo…essere o non essere. Questo è il problema.”
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